Il simbolo del tempo: dall'antica clessidra all'orologio moderno

Nel corso dei secoli, l'essere umano ha avvertito la necessità di dare un volto visivo a un concetto astratto e inesorabile come quello del trascorrere delle ore. Se oggi diamo per scontato il ticchettio meccanico o digitale dei nostri dispositivi, per lunghissimi periodi storici la rappresentazione visiva di questa dimensione è stata affidata a strumenti ben diversi, primi fra tutti la sabbia che scorre lenta.

Fino all'epoca medievale, la clessidra ha dominato l'immaginario collettivo come principale iconografia del tempo che fugge e della caducità della vita umana. Con il progresso tecnologico e la diffusione dei primi congegni meccanici, questo ruolo è stato gradualmente ereditato da un nuovo protagonista visivo: l'orologio.

Oggi, nel linguaggio visivo e grafico, l'orologio rappresenta universalmente la misura e la fugacità del tempo. Che si tratti di lancette sospese su un quadrante o di cifre digitali inesorabili, questo elemento è diventato il codice immediato per ricordarci il valore di ogni singolo istante nella vita quotidiana e nella cultura visiva contemporanea.

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