Cessione e donazione: qual è la differenza?
Spesso si confondono i termini cessione e donazione, ma in realtà si tratta di due istituti giuridici diversi, con finalità e conseguenze differenti. La differenza principale sta nell’intenzione di chi compie l’atto.
La donazione è un atto motivato da un vero e proprio animo di liberalità: chi dona lo fa per generosità, senza aspettarsi nulla in cambio. È un gesto spontaneo, volto a favorire un'altra persona, come nel caso di un genitore che regala un immobile al figlio. Questo elemento psicologico – la volontà di donare – è fondamentale e viene riconosciuto dalla legge.
La cessione gratuita, invece, pur essendo un trasferimento di beni senza corrispettivo, non nasce da un impulso di generosità. Può essere dettata da ragioni pratiche, familiari o patrimoniali. Ad esempio, si può cedere un bene per riorganizzare un patrimonio o per agevolare un familiare senza però voler configurare un vero atto di donazione.
La Cassazione civile (Sezione III, n. 10443/2019) ha chiarito che è proprio questa intenzione di liberalità a fare la differenza. Senza di essa, non si parla di donazione, ma di cessione gratuita, anche se il trasferimento è comunque a titolo gratuito.
Attenzione però: dal punto di vista fiscale, le due figure possono comportare obblighi diversi. Una donazione può prevedere imposte di registro o ipotecarie, mentre una cessione gratuita potrebbe rientrare in altre categorie fiscali. Per questo è sempre utile consultare un professionista prima di compiere un atto così rilevante.
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