IMU e TASI: chiarezza su due imposte ormai unite

È facile confondersi tra IMU, TASI e IUC, soprattutto quando si tratta di compilare moduli o leggere avvisi del Comune. In realtà, le cose oggi sono più semplici di quanto sembri. La cosiddetta IUC (Imposta Unica Comunale) non è un'imposta unica nel vero senso del termine, ma una "busta" che contiene al suo interno tre voci distinte.

La prima e più conosciuta è l'IMU, l'Imposta Municipale Propria, dovuta da chi possiede case, terreni o fabbricati. Poi c’era la TASI, la Tariffa per i Servizi Indivisibili, introdotta per finanziare servizi comunali come illuminazione pubblica, sicurezza urbana e manutenzione delle strade: servizi che tutti usano, ma che non si possono misurare singolarmente. Tuttavia, dal 2020 la TASI è stata abolita e i suoi principi sono stati in gran parte assorbiti dall’IMU.

Insomma, oggi chi paga l’IMU sta di fatto contribuendo anche a quelle voci che prima rientravano nella TASI, almeno nella misura stabilita da ogni singolo Comune. Resta invece separata la TARI, la tariffa sui rifiuti, che si paga in base all’effettiva produzione di rifiuti e al servizio di raccolta offerto nel proprio comune di residenza.

Quindi, se fino a qualche anno fa si compilavano due o tre modelli distinti, ora il focus è principalmente sull’IMU (con qualche aliquota decisa localmente) e sulla TARI. La buona notizia? Un adempimento in meno. La conferma che le tasse, pur cambiando nome, restano comunque una costante della vita di tutti i giorni.

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