Che fine fanno i vestiti che gettiamo?
Ogni anno milioni di capi d'abbigliamento finiscono nei cassonetti. Ma cosa succede dopo che vengono buttati? Tutto ciò che non può essere riutilizzato direttamente – magari perché troppo logoro o fuori moda – non è comunque sprecato. Una buona parte viene riciclata, trasformata in qualcosa di utile.
Ad esempio, molti indumenti vengono convertiti in stracci o strofinacci, ampiamente usati nelle fabbriche per pulire macchinari. Altri vengono sottoposti a un processo di sfilacciamento e cardatura: il tessuto viene ridotto in fibre, che poi vengono rifilate e intrecciate per produrre nuovo materiale. Questo nuovo tessuto può essere riutilizzato per creare altri prodotti, anche se raramente nuovi abiti di alta qualità.
Il destino finale di gran parte di questi scarti, però, è l’estero. L’Europa e l’Italia in particolare esportano una quantità enorme di indumenti usati, soprattutto verso India, Pakistan e Cina, dove il materiale viene lavorato a costi più bassi. Lì viene selezionato, riciclato o semplicemente rigenerato per il mercato locale.
È un sistema che, se ben gestito, riduce gli sprechi e dà nuova vita ai tessuti. Ma pone anche interrogativi: quanto di questo “riciclo” è davvero sostenibile? E quanto finisce comunque in discarica? La risposta non è semplice, ma una cosa è certa: ogni volta che buttiamo un capo, è bene chiedersi dove andrà a finire.
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