Quali giacenze medie servono per l’ISEE 2023?

Per calcolare correttamente l’ISEE nel 2023, è fondamentale considerare il patrimonio mobiliare posseduto nel secondo anno precedente. Questo significa che i dati sulle giacenze medie da utilizzare sono quelli riferiti al 2021.

In particolare, sia che si tratti di conti bancari che postali, il valore da dichiarare è la giacenza media annua detenuta durante l’anno 2021. Questa cifra si ottiene facendo la media dei saldi giornalieri presenti sui conti durante l’intero anno. È un dato cruciale, perché influisce direttamente sull’importo dell’ISEE finale e, di conseguenza, sulle prestazioni sociali a cui si ha diritto.

Il calcolo avviene attraverso la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), il documento che ogni nucleo familiare deve compilare per ottenere l’indicatore ISEE. All’interno di questo modulo vanno riportati tutti i dati reddituali e patrimoniali, comprese appunto le giacenze medie del 2021.

È importante ricordare che anche un piccolo errore nella dichiarazione può portare a sanzioni o alla perdita di benefici. Per questo motivo, conviene sempre verificare con attenzione i dati forniti dagli istituti finanziari prima di inviare la domanda.

In sintesi: per l’ISEE 2023, bancario e postale fanno riferimento al 2021. Chi deve richiedere o rinnovare il certificato, deve quindi recuperare le movimentazioni di quell’anno per calcolare correttamente la giacenza media da indicare in DSU.

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