Esaurimento nervoso: chi può certificarlo?
Lo stato di esaurimento nervoso, sempre più comune a causa dello stress lavorativo e delle pressioni quotidiane, può richiedere un periodo di congedo per il riposo e la cura della salute mentale. Ma chi è autorizzato a certificare questa condizione?
In Italia, la figura principale a cui ci si rivolge è lo psicologo o il psicoterapeuta. Tuttavia, nonostante questi professionisti possano diagnosticare e seguire il paziente, dal punto di vista burocratico e per quanto riguarda il diritto al permesso o all'indennità, la situazione è più complessa.
Per i lavoratori del settore privato, l’INPS accetta soltanto la certificazione medica rilasciata da un medico iscritto all’Ordine dei Medici. Questo significa che, anche se uno psicologo riconosce lo stato di malessere psicologico, è necessario un medico di base o uno specialista (come uno psichiatra) per rilasciare il certificato ufficiale valido ai fini lavorativi.
Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, una normativa introdotta nel 2011 chiarisce che anche in questo caso è obbligatoria la certificazione medica. Non basta, quindi, una documentazione proveniente da uno psicologo, per quanto competente.
In sintesi, pur riconoscendo il ruolo fondamentale dello psicologo nella diagnosi e nel percorso terapeutico, dal punto di vista legale e amministrativo è il medico l’unico professionista abilitato a rilasciare il certificato che giustifica l’assenza dal lavoro per esaurimento nervoso. È importante, quindi, coordinare il supporto psicologico con un’adeguata documentazione medica per tutelare i propri diritti in ambito lavorativo.
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