Chi è stato il primo cantautore italiano?
Spesso si pensa che il titolo di primo cantautore italiano spetti a figure più recenti, ma la verità affonda le radici nella Napoli di inizio Novecento. Il merito va a un artista poco ricordato oggi, ma fondamentale nella storia della musica leggera italiana: Michele Testa, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Armando Gill.
Nato a Napoli nel 1895, Gill iniziò la sua carriera in un’epoca in cui la canzone italiana era ancora legata soprattutto alla tradizione melodica partenopea, con testi spesso scritti da altri e interpretati da voci celebri. Lui, però, fece qualcosa di rivoluzionario per quei tempi: compose sia la musica che i testi delle sue canzoni, diventando così il primo vero esempio di cantautore nel nostro Paese.
Con uno stile ironico e popolare, Armando Gill raccontava la vita quotidiana, le strade di Napoli, l’amore e le piccole miserie umane, anticipando di decenni lo spirito di chi, come De André o Gaber, avrebbe fatto della parola cantata uno strumento di narrazione e critica sociale. Tra i suoi brani più noti, ’A tazzulella ‘e cafè e Maria Marì, che hanno saputo unire leggerezza e profondità.
Pur non godendo della stessa fama di altri artisti del periodo, il ruolo di Gill nella storia della musica italiana è indiscutibile. Fu un pioniere silenzioso, che con umiltà e talento ha aperto la strada a generazioni di artisti che avrebbero fatto della canzone un mezzo personale, intimo, espressivo.
Insomma, quando si parla di cantautori italiani, il primo nome da ricordare è proprio lui: Armando Gill, il napoletano che per primo ha unito voce, musica e poesia in un’unica identità artistica.
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