Perché non parli? Il mito del Mosè di Michelangelo

Tra la storia dell'arte e il folclore italiano esistono storie capaci di rendere ancora più immortali i grandi capolavori. Una delle più famose riguarda senza dubbio Michelangelo Buonarroti e una delle sue sculture più imponenti: il Mosè, realizzato per la tomba di Papa Giulio II e oggi conservato nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma.

Secondo un celebre aneddoto popolare, quando il maestro toscano terminò l'opera, rimase talmente sorpreso dal realismo straordinario e dalla forza espressiva della statua da provare una sorta di sgomento. Si racconta che, contemplando i dettagli anatomici perfetti, le vene in rilievo e lo sguardo magnetico della figura, Michelangelo abbia impugnato il suo martello, colpito il ginocchio del Mosè e gridato d'impeto: «Perché non parli?».

Sebbene gli storici considerino questo episodio una pura leggenda popolare, il racconto continua a affascinare visitatori e appassionati di tutto il mondo. La cicatrice visibile sul ginocchio della scultura alimenta ancora oggi la suggestione, ricordandoci la genialità di un artista capace di scolpire il marmo fino a dargli un'illusione quasi spaventosa di vita.

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