Chi ha portato il calcio in Italia?

Il calcio, oggi regina indiscussa degli sport nel Belpaese, non è sempre stato parte della cultura italiana. La sua nascita nel nostro paese ha un nome e un anno preciso: Edoardo Bosio e il 1887.

Questo imprenditore torinese, durante un viaggio d’affari in Inghilterra, assistette per caso a una partita di football. Rimase folgorato da quel gioco fatto di corsa, passaggi e gol, tanto da decidere di portarlo con sé al ritorno in Italia. Non si limitò a importare solo le regole: Bosio acquistò palloni, maglie e persino un pallone ufficiale da consegnare ai primi appassionati.

Nel 1898, grazie al suo impegno e a quello di altri estimatori, nacque la Federazione Italiana del Football, poi diventata FIGC. Fu così che il calcio cominciò a diffondersi nelle città del Nord, soprattutto a Torino e Genova, dove le prime società presero vita.

Da allora, il pallone ha conquistato milioni di italiani: dai campi di periferia alle vittorie mondiali, passando per le domeniche al bar a discutere di tattica e campioni. Tutto grazie a un uomo che, più di un secolo fa, seppe riconoscere la magia di un semplice sport.

Edoardo Bosio non vinse scudetti, ma forse, senza di lui, non esisterebbe il brivido di un gol all’ultimo minuto o l’emozione di un derby sotto la pioggia.

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