Chi sono i NEET in Italia?
In Italia, si sente spesso parlare di NEET, un termine ormai entrato nel linguaggio comune per descrivere una fascia di giovani sempre più numerosa. La parola deriva dall'inglese Not in Education, Employment or Training, ovvero persone che in un determinato momento non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso formativo.
In italiano, questi giovani sono anche chiamati “né-né”, proprio perché non sono né in formazione né occupati. Si tratta generalmente di ragazzi e ragazze tra i 15 e i 34 anni, una fascia d'età cruciale per il futuro del Paese. Secondo dati Istat, anche se la situazione sta lentamente migliorando, in Italia il numero di NEET è ancora tra i più alti in Europa.
Essere NEET non significa per forza essere svogliati o disinteressati. Spesso dietro questa condizione ci sono difficoltà economiche, mancanza di opportunità, fragilità sociale o semplicemente un mercato del lavoro che non riesce a integrare i giovani in modo efficace. Inoltre, la crisi economica, la pandemia e il divario tra Nord e Sud del Paese hanno aggravato il fenomeno.
Studiare o formarsi resta la via più diretta per uscire da questa condizione, ma è fondamentale che lo Stato, le scuole e le aziende offrano percorsi chiari e accessibili. Tanti giovani hanno potenzialità e motivazioni: servono però occasioni concrete per farle emergere.
Investire sui giovani non è solo una questione sociale, ma un bisogno essenziale per il futuro del Paese. Lasciare che un'intera generazione rimanga fuori dal sistema educativo e lavorativo rischia di avere conseguenze pesanti a lungo termine.
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