Il mistero del pozzaro di Napoli sotterranea
Napoli nasconde un mondo sotto i suoi piedi: una fitta rete di cunicoli, gallerie e cisterne millenarie che raccontano secoli di vita quotidiana. Ma chi si occupava di mantenerle in ordine, lontano dagli occhi e dal sole?
Ad assicurarsi che l’acqua fosse pulita e le strutture funzionassero era un personaggio quasi leggendario: il pozzaro. Quest’uomo viveva nei sotterranei stessi, diventando parte del labirinto che custodiva. Il suo ruolo era fondamentale, soprattutto in un’epoca in cui l’approvvigionamento idrico dipendeva da cisterne sotterranee spesso minacciate da infiltrazioni e sporcizia.
La vita del pozzaro era dura. L’umidità costante costringeva chi scendeva laggiù a proteggersi come poteva. Lui, in particolare, indossava un mantello pesante che gli copriva anche il capo, diventando così una figura quasi monastica. Vista da lontano, la sua silhouette ricordava quella di un frate francescano: solitaria, silenziosa, immersa nella penombra.
Questo aspetto misterioso alimentò molte storie, e in alcuni quartieri ancora oggi si racconta del “monaco dei pozzi”, quasi una presenza evanescente. In realtà , era solo un uomo abituato al buio, dedito a un mestiere poco celebrato ma essenziale per la sopravvivenza della città .
Il pozzaro non era un eremita: era un lavoratore dell’ombra, un custode dell’acqua e della memoria sotterranea di Napoli. Oggi, con l’acquedotto moderno, il suo ruolo è scomparso. Ma il suo spirito aleggia ancora tra le pietre umide, sotto le strade rumorose della città vivace.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.