Frutta secca e reflusso: cosa bisogna sapere
Chi soffre di reflusso gastroesofageo sa bene quanto alcuni alimenti possano peggiorare i sintomi come bruciore e rigurgito. Tra questi, la frutta secca – pur essendo spesso considerata un snack salutare – va consumata con cautela.
Noci, mandorle, pistacchi e simili sono ricchi di grassi, soprattutto insaturi, che se da un lato fanno bene al cuore, dall’altro possono rallentare il processo digestivo. Quando la digestione è lenta, lo svuotamento dello stomaco si ritarda, aumentando la pressione all’interno dell’organo e il rischio che l’acido risalga nell’esofago. È proprio questo il meccanismo che favorisce il reflusso.
Non si tratta di eliminare del tutto la frutta secca dalla dieta, ma di limitarne il consumo, specialmente a stomaco vuoto o alla sera, quando il corpo è meno attivo. Una piccola manciata ogni tanto può andar bene per molti, ma chi è particolarmente sensibile farebbe meglio a evitarla del tutto o a sostituirla con alternative più leggere, come frutta fresca in porzioni moderate.
In generale, ogni persona con reflusso ha le proprie tolleranze. Tenere un diario alimentare può aiutare a capire quali cibi – anche quelli apparentemente sani – scatenano i sintomi. E quando si tratta di frutta secca, meglio non esagerare: qualità sì, ma con moderazione.
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