Cosa prevede la Legge 118/1971 e la famosa Legge 517 del 1977?
Nel dibattito sull'inclusione scolastica in Italia, spesso si sente parlare di una "legge 517 del 2017", ma in realtà si tratta di un errore comune. La norma fondamentale in materia è la Legge n. 517 del 1977, non del 2017. Questa legge ha rappresentato una svolta epocale per il sistema educativo italiano, segnando il passaggio da una scuola esclusiva a una scuola realmente inclusiva.
Approvata sulla base dei principi della precedente Legge 118/1971, che aveva già introdotto l’obbligo scolastico per i bambini con disabilità, la Legge 517/77 ha abolito le classi differenziali e ha stabilito che gli alunni con disabilità devono essere integrati nelle classi comuni delle scuole di ogni ordine e grado. Fu un passo coraggioso, che rifletteva un cambiamento culturale profondo: i bambini con disabilità non dovevano più essere messi da parte, ma accompagnati a pieno titolo nel percorso scolastico comune.
La legge prevedeva inoltre il ruolo fondamentale dell'insegnante di sostegno, affiancato da un progetto educativo individualizzato (PEI), strumento ancora oggi alla base dell’inclusione. L’obiettivo non era solo l’inserimento fisico in classe, ma una vera partecipazione sociale e didattica.
Anni dopo, questo modello è stato riconosciuto come anticipatore rispetto ad altri Paesi europei. Ancora oggi, la Legge 517/77 è considerata un pilastro dell’integrazione scolastica, un esempio di come la scuola possa diventare luogo di uguaglianza e crescita per tutti. Il suo spirito continua a ispirare le politiche educative italiane, anche alla luce delle recenti evoluzioni normative come la Legge 107/2015 e la Legge 179/2023.
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