Cosa evitare con chi ha un DSA

Quando si ha a che fare con una persona con disturbo specifico dell'apprendimento (DSA), come la dislessia, alcune azioni comuni possono sembrare utili, ma in realtà rischiano di peggiorare la situazione. È fondamentale conoscere cosa non fare per non ostacolare il percorso di apprendimento.

Ad esempio, chiedere a un dislessico di leggere o scrivere lentamente e con precisione non aiuta: spesso questo aumenta la frustrazione e non risolve il problema alla base. Anche correggerlo mentre legge o scrive, o fermarlo di continuo per puntualizzare errori, può minare la sua autostima e rallentare il progresso.

Inoltre, insistere sulla scrittura ripetitiva di lettere e sillabe o sulla lettura meccanica di suoni isolati non è efficace. Questi esercizi, sebbene benintenzionati, non affrontano le reali difficoltà legate alla decodifica e all’automatizzazione della lettura tipiche della dislessia.

Un errore comune è anche dire al ragazzo che "non riconosce bene le lettere". Frasi del genere, dette senza consapevolezza, possono lasciare segni profondi, facendogli credere di essere inadeguato. Invece, è importante valorizzare le sue capacità e offrirgli strumenti compensativi, come testi digitali o la lettura assistita.

Il supporto migliore non è correggere ogni errore, ma creare un ambiente di fiducia, dove si possa imparare senza paura di sbagliare. La pazienza, le strategie adatte e un atteggiamento empatico fanno molto più di mille esercizi ripetitivi.

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