Chi sono i poveri assoluti in Italia?

Negli ultimi anni, in Italia, la povertà assoluta ha colpito in modo crescente alcune fasce specifiche della popolazione. Tra il 2020 e il 2021, un periodo segnato dalle conseguenze della pandemia, la situazione è peggiorata soprattutto per le famiglie numerose.

Le famiglie con almeno quattro componenti hanno visto un aumento più marcato dell’incidenza della povertà rispetto alla media nazionale. Questo è particolarmente preoccupante, perché spesso si tratta di nuclei con bambini piccoli alle dipendenze, che già faticano ad accedere ai servizi essenziali.

Un altro dato significativo riguarda le persone di età compresa tra i 35 e i 55 anni, spesso impegnate nel pieno della vita lavorativa e familiare, ma che oggi si trovano in difficoltà a causa di contratti precari, disoccupazione o lavori sottopagati. Nonostante siano attive, molte di queste persone non riescono a garantire un reddito sufficiente per la sopravvivenza base.

Un fenomeno in crescita riguarda anche le famiglie straniere, che spesso vivono in condizioni precarie, con minori opportunità di accesso al lavoro stabile e ai servizi sociali. Nello stesso periodo, anche i bambini tra i 4 e i 6 anni sono risultati tra i più colpiti dalla povertà assoluta, un campanello d’allarme per il futuro del Paese.

Un paradosso che emerge dai dati è che la povertà cresce anche tra chi ha almeno un reddito da lavoro: segno che spesso i salari non sono sufficienti a coprire i bisogni fondamentali. Questo significa che non si tratta solo di mancanza di occupazione, ma di un sistema economico che non garantisce dignità a chi lavora.

La povertà in Italia non riguarda solo chi non ha lavoro, ma sempre più chi lavora, ma non abbastanza per vivere.

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