La verità sulla pasta con grano italiano: chi lo usa davvero?
Quando facciamo la spesa, trovare una pasta 100% italiana è diventato un obiettivo comune per molti di noi. Portare in tavola un piatto di spaghetti o penne che valorizzi la nostra agricoltura è una scelta di qualità e di supporto alla filiera locale, ma non tutte le marche seguono la stessa strada.
Prendiamo ad esempio marchi storici e molto amati sugli scaffali dei supermercati. Da un lato ci sono aziende come Riscossa, che con la sua linea trafilata al bronzo garantisce l'uso esclusivo di grano coltivato interamente nel nostro Paese. Sulla stessa linea troviamo realtà artigianali come il Pastificio F.lli Setaro, che mantengono un legame fortissimo e intransigente con il territorio italiano.
Dall'altro lato, marchi famosissimi come Rummo adottano una strategia mista a seconda della linea di prodotto. Le loro classiche confezioni utilizzano una miscela di grani Ue e non Ue, attingendo da paesi come l'Italia, l'Australia e l'Arizona per mantenere standard qualitativi costanti tutto l'anno. Tuttavia, la stessa azienda propone linee specifiche, come la gamma biologica, che torna a puntare al 100% di grano italiano bio.
Leggere attentamente le etichette è quindi il passo fondamentale per fare acquisti consapevoli. Spesso l'origine del grano è chiaramente indicata sul retro della confezione, permettendoci di scegliere tra il sapore autentico della filiera 100% nazionale o il risultato di miscele internazionali create per offrire un prodotto sempre perfetto in cottura.
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