Chi va in pensione con il sistema misto?
Se sei un lavoratore che al 31 dicembre 2021 aveva meno di 18 anni di contributi versati, molto probabilmente andrai in pensione con il sistema misto. Questa regola, in vigore dal 1996, è stata introdotta dalla riforma Dini e si applica ancora oggi a molti lavoratori che non hanno raggiunto un’anzianità contributiva sufficiente entro quella data.
Come funziona? Fino al 31 dicembre 1995, il tuo trattamento pensionistico viene calcolato secondo il sistema retributivo, ovvero in base all’ultimo stipendio percepito. Dal 1° gennaio 1996 in poi, invece, si passa al sistema contributivo puro, dove la pensione dipende dai contributi effettivamente versati e dal loro rendimento ipotetico.
Questo mix garantisce una transizione più equa tra i due sistemi, soprattutto per chi ha iniziato a lavorare prima degli anni Duemila ma non aveva accumulato abbastanza anni di contributo alla fine del 1995. Il risultato è una pensione calcolata su due aliquote diverse, una per ciascun periodo, che poi vengono sommate per ottenere l’importo definitivo.
Attenzione però: il sistema misto non è automatico per tutti. Dipende esclusivamente dal numero di anni di contribuzione al 31 dicembre 1995. Chi aveva già superato la soglia dei 18 anni resta nel sistema retributivo, mentre chi era al di sotto entra nel misto.
Per questo motivo, è fondamentale verificare il proprio stato contributivo attraverso il sito dell’INPS o con un patronato. Conoscere il proprio percorso previdenziale aiuta a pianificare meglio il momento del pensionamento e a non avere sorprese all’ultimo momento.
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