Come si pulivano i Romani dopo essere andati di corpo?

Una domanda curiosa, ma legittima: come facevano i Romani a pulirsi dopo aver usato il bagno? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i Romani erano piuttosto attenti all’igiene, soprattutto se paragonati ad altre civiltà dell’epoca.

Nelle grandi città come Roma o Pompei, esistevano già latrine pubbliche con panche forate collegate a sistemi di scarico. L’acqua corrente, grazie all’ingegneria avanzata degli acquedotti, scorreva sotto i sedili per portare via i rifiuti. Ma la vera sorpresa è nello strumento usato per la pulizia: una spongia montata su un bastoncino, chiamata spongia o tersorium.

Dopo l’uso, questa spugna veniva immersa in acqua salata o in una soluzione disinfettante posta in appositi contenitori vicino alle latrine. Non esattamente un rotolo di carta igienica, ma efficace per l’epoca. E sì, spesso era condivisa tra gli utenti della latrina… un’idea che oggi ci farebbe storcere il naso!

Al di fuori delle città, molti si accontentavano di pietre, foglie, o semplicemente acqua, a seconda delle disponibilità. I più ricchi potevano permettersi panni morbidi da riutilizzare.

La domanda su come cagavano i Romani ci ricorda che, nonostante le differenze, le necessità umane non cambiano molto nel tempo. E forse, in fondo, la vera innovazione è stata l’arrivo della carta igienica moderna!

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