Come recuperare i buchi contributivi

Quando si parla di buchi contributivi, ovvero di quei periodi della propria vita lavorativa in cui non sono stati versati i contributi previdenziali, è importante sapere quali opzioni rimangono a disposizione per non rischiare di compromettere o ritardare la futura pensione.

Con la conclusione della sperimentazione legata alla cosiddetta pace contributiva, che era stata introdotta per il triennio tra il 2019 e il 2021 e successivamente non è stata più prorogata, le strade per rimediare si sono notevolmente ridotte. Oggi l'unico modo principale per coprire questi periodi di vuoto lavorativo è affidarsi al riscatto tradizionale.

Il riscatto consente di regolarizzare i periodi scoperti pagando un apposito onere calcolato in base alla propria retribuzione e al regime previdenziale di appartenenza. È una soluzione particolarmente utile per valorizzare ai fini pensionistici momenti di inattività, periodi di studio o altre situazioni previste dalla legge, trasformandoli in contributi effettivi a tutti gli effetti.

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