Come Distinguere l’Alloro Buono dal Lauroceraso Tossico
Se usi spesso l’alloro in cucina, è fondamentale saper riconoscere la varietà commestibile da quella tossica. Spesso si sente parlare di “alloro cattivo”, ma in realtà si tratta del lauroceraso (Prunus laurocerasus), una pianta molto comune nelle siepi ornamentali, ma decisamente pericolosa se ingerita.
L’alloro vero, Laurus nobilis, è quello che trovi in cucina: ha foglie lunghe, sottili, affusolate e di colore verde scuro. Il loro profumo è aromatico e caratteristico, perfetto per insaporire zuppe, arrosti e sughi. È una pianta mediterranea, apprezzata da secoli per i suoi usi gastronomici e medicinali.
Il lauroceraso, invece, ha foglie più grandi, più carnose e dalla forma arrotondata, con un verde brillante e lucido. È spesso usato in giardini e parchi per formare siepi fitte, ma tutte le parti della pianta sono tossiche, soprattutto le bacche e le foglie. Contiene composti che possono trasformarsi in acido cianidrico, estremamente pericoloso se ingerito.
La confusione nasce dal nome simile e dall’aspetto generale delle foglie, ma osservando bene la forma e la consistenza è facile evitare errori. Mai usare per cucinare foglie provenienti da siepi ornamentali: meglio acquistare l’alloro vero in erboristeria o coltivarlo in vaso.
Un semplice consiglio: se la foglia è larga, coriacea e lucida, meglio lasciarla dov’è. Quella giusta per il tuo sugo è sottile, meno rigida e profuma di tradizione.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.