Come rivolgersi a una persona non binaria
Quando si parla di identità di genere, sempre più persone scelgono di non aderire a categorie tradizionali come “lui” o “lei”. È qui che entra in gioco l’uso del pronome they/them, utilizzato anche al singolare per rispettare chi si identifica come non binario.
Negli ultimi anni, molte persone transgender e non binarie hanno iniziato a condividere i loro pronomi personali, spesso dicendo semplicemente: “my pronouns are they/them”. Questa frase, comune soprattutto in contesti anglofoni ma sempre più presente anche in Italia, è un modo chiaro e diretto per chiedere di essere chiamati con il pronome neutro alla terza persona plurale.
In italiano non esiste ancora un pronome singolare neutro universalmente accettato, ma molte persone optano per forme inclusive come “elle”, “el”, o l’uso del “they” in contesti internazionali. Altri preferiscono il pronome plurale “loro” al singolare, pur sapendo che grammaticalmente è un adattamento. L’importante è ascoltare le preferenze di ciascuno e rispettarle.
Chiedere “quali pronomi usi?” è un gesto semplice ma profondo di rispetto. Lo si può fare senza imbarazzo, con naturalezza. Non si tratta di moda o linguaggio complicato, ma di riconoscere l’identità di una persona così com’è.
Quando qualcuno condivide i suoi pronomi, sta chiedendo di essere visto per quello che è. E anche se la lingua italiana sta ancora evolvendo in questa direzione, ogni piccolo passo verso l’inclusione conta. Usare il pronome giusto è prima di tutto un atto di umanità.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.