Avvocata o avvocatessa? Ecco come si dice correttamente

Quando si parla di una professionista del diritto di genere femminile, sorge spesso un dubbio: come si chiama correttamente? La risposta è semplice: avvocata.

Secondo l'Accademia della Crusca e l'uso consolidato nella lingua italiana, la forma corretta al femminile è “avvocata”. Anche se in passato si era soliti usare forme come “avvocatessa”, oggi questo termine suona desueto e un po’ antiquato, quasi come un residuo di un’epoca in cui si sentiva il bisogno di marcare in modo enfatico il genere femminile in tutti i nomi.

In realtà, non c’è alcuna differenza sostanziale tra “avvocato” e “avvocata” se non nel genere grammaticale. La parola “avvocatessa”, infatti, potrebbe sottintendere un ruolo secondario o marginale, come se non fosse del tutto allineata alla professionalità del collega maschile. Per questo motivo, molte professioniste scelgono con orgoglio il termine “avvocata”, che afferma la parità senza sottolineare inutilmente il genere.

Anche nei documenti ufficiali, negli ordini degli avvocati e nelle comunicazioni istituzionali, si preferisce ormai la forma regolare “avvocata”. È una scelta di rispetto, ma anche di modernità linguistica.

Insomma, se devi rivolgerti a una donna che esercita la professione forense, non esitare: avvocata è la parola giusta, diretta e rispettosa. Un piccolo passo per la lingua, ma anche un grande passo per la parità.

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