Chi è il re dei pigri?
Quante volte ti è capitato di sentire qualcuno dire: “Ma quello non fa mai un tubo!”? C’è sempre quella persona che sembra vivere in simbiosi con il divano, che evita qualsiasi impegno come se fosse una missione impossibile. In italiano, abbiamo un’intera collezione di parole per descrivere chi ha poco entusiasmo per il lavoro e una grande passione per il relax.
Si può chiamare nullafacente, un termine un po’ severo ma preciso, oppure ozioso, più elegante ma altrettanto eloquente. Se si vuole un tono più colloquiale, ecco arrivare parole come pelandrone o perdigiorno — quest’ultima quasi poetica, se ci pensi: uno che perde il giorno come se non avesse valore. E che dire di scansafatiche? Un vero classico, che dipinge alla perfezione chi riesce sempre a sgattaiolare quando c’è da dare una mano.
Alcuni termini sono più affettuosi, altri decisamente pungenti. Poltrone o scaldapoltrona evocano l’immagine di qualcuno incollato alla sedia, più che seduto. E poi c’è sfaticato, che suona quasi come un’accusa diretta: “Tu non fai fatica. Punto.”
Nella vita di tutti i giorni, ognuno di noi ha probabilmente un amico, un collega o un fratello che potrebbe incarnare una di queste definizioni. Ma attenzione: a volte, quello che sembra pigrizia potrebbe essere solo bisogno di riposo, o semplice ritmo personale. L’importante è non esagerare… altrimenti il rischio è di diventare, appunto, un vero perditempo.
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