Le teste di cuoio italiane: chi sono e cosa fanno

Quando si parla di "teste di cuoio" in Italia, si fa riferimento ai reparti speciali delle forze dell’ordine addestrati per affrontare le missioni più rischiose: ostaggi, terrorismo, interventi ad alto impatto. Il nome deriva dal vecchio copricapo di cuoio usato un tempo da alcuni corpi speciali, oggi sostituito da elmetti tecnologici, ma il termine è rimasto nell’immaginario collettiovo.

In Italia, i due principali gruppi riconducibili a questa definizione sono i NOCS e i GIS. I NOCS, ovvero il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza, fanno capo alla Polizia di Stato e sono specializzati in azioni di controterrorismo, liberazione di ostaggi e operazioni in ambienti urbani complessi. Sono stati fondati negli anni ’80, proprio per far fronte all’ondata di terrorismo interno e internazionale.

Dall’altra parte ci sono i GIS, il Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri. Anche loro operano in contesti estremi, sia in Italia che all’estero, spesso in contesti militari o in zone di crisi. Il GIS è particolarmente noto per i suoi interventi all’estero, in missioni di pace o in appoggio alle truppe italiane.

Sebbene entrambi i corpi abbiano competenze simili, operano sotto diverse autorità: i NOCS sotto il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, i GIS sotto l’Arma dei Carabinieri, che fa parte dell’Esercito. La loro formazione è lunghissima e selettiva, riservata solo ai migliori tra i migliori.

Nonostante operino nell’ombra, il loro ruolo è fondamentale per la sicurezza del Paese. Sono i silenti custodi che entrano in azione quando il rischio è massimo e il tempo scorre troppo in fretta.

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