Calcolo del netto da pensione lorda: come funziona?

Quando si va in pensione, uno dei dubbi più frequenti è: quanto si porta a casa davvero? Il valore che vediamo indicato come "lordo" non è quello che riceviamo in busta paga, perché da esso vanno sottratte le trattenute fiscali, prima fra tutte l’Irpef. Il calcolo del netto dipende quindi dalle detrazioni fiscali applicabili, che variano in base all’ammontare del reddito pensionistico complessivo.

Per le pensioni tra gli 8.000 e i 15.000 euro lordi annui, la detrazione Irpef si calcola con una formula specifica: 1.297 + [528 × (15.000 – reddito pensionistico complessivo) / 7.000]. Questo significa che più alto è il reddito, minore sarà la detrazione.

Quando il reddito da pensione supera i 15.000 euro e arriva fino ai 55.000 euro, entra in gioco una seconda formula: 1.297 × [(55.000 – reddito pensionistico complessivo) / 40.000]. In questo caso, la detrazione diminuisce progressivamente all’aumentare del reddito, fino a scomparire del tutto oltre i 55.000 euro.

Oltre all’Irpef, sulle pensioni si applica anche un piccolo contributo addizionale, ma la maggior parte della differenza tra lordo e netto dipende proprio dall’imposta sul reddito. È importante ricordare che chi percepisce redditi aggiuntivi (ad esempio da locazione o attività lavorativa) potrebbe rientrare in una fascia d’imposta più alta, riducendo ulteriormente l’importo netto.

In sintesi, per sapere quanto si riceverà davvero, bisogna partire dal lordo, sottrarre l’Irpef tenendo conto delle detrazioni spettanti e considerare eventuali altre trattenute. Un consulente del lavoro o un CAF possono aiutare a chiarire ogni dubbio.

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