Cos’è il bag in box?

Avete mai visto una scatola con una chiusura a beccuccio da cui fuoriesce il vino, quasi come un distributore? Quello è il famoso bag in box, un sistema sempre più diffuso, soprattutto per il vino da consumo quotidiano.

Il termine, anche se spesso scritto senza trattini o maiuscole, si riferisce proprio al suo funzionamento: un sacchetto di plastica sigillato all’interno di una scatola di cartone. Quando si apre il rubinetto, il sacchetto si comprime man mano che il liquido esce, evitando il contatto con l’aria. Questo sistema mantiene il vino fresco anche per settimane dopo l’apertura, a differenza della bottiglia di vetro, dove l’ossidazione inizia subito.

Il nome bag in box è un’espressione inglese ormai entrata nel linguaggio comune, anche in Italia. Letteralmente significa “sacchetto in scatola”, e descrive perfettamente il prodotto. Nonostante suoni moderno, questo sistema esiste da decenni ed è particolarmente apprezzato per la sua praticità: leggero, facile da trasportare e da conservare, riduce gli sprechi e l’impatto ambientale rispetto al vetro.

Oggi il bag in box non è più solo simbolo di vino economico: molte cantine scelgono questo formato anche per prodotti di qualità, soprattutto tra i vini sfusi o biologici. Un’alternativa intelligente, specie a casa o in famiglia, dove si beve un bicchiere oggi e uno domani.

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