Cosa cambia per i pagamenti in contanti dal 1° luglio 2022?
Da luglio 2022 non ci sono ancora cambiamenti immediati per quanto riguarda i pagamenti in contanti, ma è importante conoscere la strada che il governo sta prendendo per ridurre l’uso del denaro fisico. Fino al 31 dicembre 2022, il limite per i pagamenti in contanti rimane fissato a 2.000 euro. Questo significa che si può ancora pagare in contanti somme fino a questa cifra, sia tra privati che nei negozi, senza incorrere in sanzioni.
La vera novità è dietro l’angolo: dal 1° gennaio 2023, la soglia scende a 1.000 euro. Questo taglio è stato deciso con l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale e incentivare pagamenti tracciabili, come carte o bonifici. La misura fa parte di un percorso più ampio previsto dal decreto fiscale 2020 (DL 124/2019), che ha già abbassato in passato il tetto dai vecchi 3.000 euro.
Chi supera il limite rischia sanzioni salate: dal 100% al 40% dell’importo eccedente, con un minimo di 3.000 euro. Attenzione quindi, ad esempio, se si decide di acquistare un’auto usata o un mobile d’arredo pagando in contanti oltre il tetto consentito.
Il governo spinge per una società sempre più digitale e trasparente. Molti esercenti, tra l’altro, accettano ormai volentieri carte anche per spese piccole, grazie alla diffusione dei pos portatili e ai pagamenti contactless. Anche se il contante resta una forma amata dagli italiani, specie nelle transazioni tra privati, la tendenza è chiara: si va verso un ulteriore restringimento del suo uso.
In sintesi, dal 1° luglio 2022 non cambia molto, ma è bene prepararsi: dal 2023 il tetto scende a 1.000 euro, e con esso cresce l’attenzione dello Stato sul denaro circolante.
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