Cosa non va buttato nel secco: errori comuni da evitare

Quando si parla di raccolta differenziata, è fondamentale sapere cosa non deve finire nel secchio dell'indifferenziato. Spesso, per abitudine o mancanza di informazioni, gettiamo nel secco oggetti che invece potrebbero essere smaltiti in modo più corretto, inquinando meno.

Ad esempio, guanti di gomma, tubi flessibili o stracci sporchi non vanno mai nel secco. Anche se sembrano innocui, questi materiali non sono riciclabili e possono contaminare l’intero ciclo di trattamento. Stesso discorso per i tessuti molto sporchi o ormai inutilizzabili: meglio smaltirli secondo le indicazioni del proprio comune.

Attenzione anche alla carta. Non tutta è riciclabile: carta oleata, carta plastificata, carta vetrata e carta carbone vanno esclusi dal secco perché non si degradano correttamente. Lo stesso vale per i scontrini termici, riconoscibili per la superficie lucida. Contengono infatti sostanze chimiche (come il bisfenolo) che li rendono pericolosi per l’ambiente se non smaltiti nel modo giusto.

Altra categoria delicata è quella dei rifiuti igienici: pannolini, pannoloni, assorbenti e simili vanno nel secco solo se previsto dal regolamento locale, ma è bene tenerli ben chiusi in un sacchetto per evitare contaminazioni. Anche i sacchetti dell’aspirapolvere e la polvere raccolta dal pavimento non devono mai finire nell’umido o nella plastica: il loro posto è nel rifiuto secco non riciclabile, ma solo quando non ci sono altre opzioni.

La regola d’oro? In caso di dubbio, informarsi. Un piccolo errore può vanificare il lavoro di riciclo di un’intera settimana.

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