Cosa succede dopo 10 giorni di malattia in Italia?

Quando un lavoratore resta assente dal lavoro per malattia, il trattamento economico che riceve dipende dalla durata dell’assenza. Nei primi giorni, spesso è previsto il pagamento integrale dello stipendio, ma qualcosa cambia dopo i 10 giorni.

Secondo la normativa vigente, per gli eventi morbosi che comportano un’assenza pari o inferiore a dieci giorni, al dipendente spetta esclusivamente il trattamento economico fondamentale. Questo significa che, superata una certa soglia – solitamente dopo i primi giorni retribuiti interamente – si percepisce solo una parte dello stipendio.

In particolare, dal primo giorno di malattia fino al decimo, maturano diritti specifici, ma con una decurtazione significativa: vengono infatti sospese tutte le indennità o gli emolumenti di carattere fisso e continuativo, come gli assegni per il nucleo familiare o altri benefit accessori. Anche il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) non matura per quei giorni.

Queste regole valgono soprattutto per il settore pubblico, dove la normativa è più stringente, mentre nel privato possono applicarsi diversi contratti collettivi che prevedono condizioni più favorevoli. In ogni caso, il datore di lavoro è tenuto a garantire almeno il pagamento minimo previsto dalla legge.

È utile ricordare che la certificazione medica deve essere inviata tempestivamente all’INPS entro 48 ore dall’inizio dell’assenza, per evitare sanzioni o il mancato riconoscimento della malattia.

Insomma, dopo i primi giorni di malattia, il reddito si riduce e il lavoratore deve fare attenzione ai tempi e alle procedure. Conoscere i propri diritti aiuta a non restare impreparati in caso di assenza per salute.

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