Cos'è l'asseverazione e perché non puoi farne a meno

Ogni volta che si parla di detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione, efficientamento energetico o bonus casa, spunta fuori una parola chiave: asseverazione. Ma cosa succede se non la si fa?

Senza l’asseverazione delle spese, non è possibile ottenere il visto di conformità, un passaggio fondamentale per accedere a molte agevolazioni. Questo visto serve non solo per verificare che le spese dichiarate siano reali e conformi alla normativa, ma anche per poter cedere il credito d’imposta a terzi — una pratica molto diffusa tra chi non ha redditi sufficienti per sfruttare subito la detrazione.

Il problema nasce proprio qui: senza asseverazione, non solo non si ottiene il visto, ma non si può neppure avviare la cessione del credito per le somme già pagate, nemmeno a titolo di acconto. Questo perché l’asseverazione deve fare riferimento allo stato dei lavori. In pratica, un tecnico abilitato deve attestare che i lavori siano effettivamente iniziati o completati secondo le tempistiche previste.

Immagina di aver già sborsato migliaia di euro per la ristrutturazione della tua casa, contando sulla cessione del credito per alleviare il peso in bolletta. Se salta l’asseverazione, tutto si blocca. Non puoi trasferire il credito, non puoi recuperare subito il denaro e rischi di rimanere in una situazione di stallo burocratico.

In sintesi, saltare l’asseverazione potrebbe sembrare un risparmio di tempo o di costi iniziali, ma in realtà ti chiude la porta in faccia rispetto a benefici fiscali importanti. Meglio non sottovalutarla.

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