Cosa succede se si partorisce a 36 settimane?

Partorire a 36 settimane significa dare alla luce un bambino definito pretermine, anche se ormai molto vicino alla data prevista. Sebbene molti pensino che a questo punto della gravidanza il rischio sia quasi nullo, la realtà è più complessa.

Il corpo del neonato, soprattutto i polmoni, il sistema metabolico e il cervello, continua a svilupparsi fino alla fine della 39ª settimana. Per questo, anche una nascita precoce di appena tre settimane può comportare complicazioni. I problemi più comuni riguardano la respirazione difficoltosa, l’instabilità della temperatura corporea, l’ipoglicemia e un’adattabilità più lenta alla vita fuori dall’utero.

Fortunatamente, oggi la medicina ha fatto passi da gigante e i bambini nati a 36 settimane spesso stanno bene, soprattutto se monitorati in reparti specializzati. Tuttavia, non è corretto pensare che un parto così avanti nella gravidanza sia del tutto privo di conseguenze. Ogni settimana in più nel grembo materno conta.

La differenza tra un neonato a termine e uno pretermine leggero è sottile, ma reale. Mentre i rischi sono decisamente più bassi rispetto a un parto tra la 24ª e la 27ª settimana – dove la prematurità è critica – non vanno mai sottovalutati i possibili effetti a breve e lungo termine.

Per le future mamme, la regola resta una: più si arriva vicino alla 39ª settimana, meglio è. Se il parto anticipato è necessario per motivi medici, il team sanitario saprà gestire la situazione. Ma quando possibile, lasciare che la natura segua il suo corso è sempre la scelta migliore.

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