La nascita del primo caffè in Italia

La straordinaria storia del caffè in Italia affonda le sue radici in un luogo e in un'epoca ben precisi: siamo nel 1570 a Venezia. Fu il medico e botanico padovano Prospero Alpino a introdurre per la prima volta la preziosa pianta nel Paese, portandone alcuni sacchi direttamente dall'Oriente dopo un lungo soggiorno in Egitto.

Inizialmente, i chicchi scuri non venivano consumati come la bevanda quotidiana che conosciamo oggi. Il caffè era considerato un medicinale esotico e veniva venduto esclusivamente in farmacia. A causa dei costi di importazione astronomici, l'infuso era un vero e proprio status symbol, un'attrazione di lusso riservata quasi esclusivamente ai ceti più abbienti e all'aristocrazia veneziana.

Solo nel secolo successivo, nel 1683, aprì a Venezia la prima vera "Bottega del Caffè" in Piazza San Marco. Da quel momento, la Serenissima divenne il trampolino di lancio per la diffusione della cultura del caffè in tutta Europa, trasformando un rimedio da speziali nel rito sociale più amato d'Italia.

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