La produzione degli F-35 in Italia: eccellenza europea a Cameri
Nel piccolo comune di Cameri, in provincia di Novara, si trova uno dei gioielli dell’industria aerospaziale italiana. Qui sorge una delle due linee di assemblaggio finale e verifica (FAL/FACO) dell’F-35 al di fuori degli Stati Uniti, e l’unica in Europa. Un presidio strategico che conferma il ruolo centrale dell’Italia nel programma internazionale del caccia di quinta generazione.
L’Italia ha aderito al programma F-35 fin dagli esordi, dimostrando fin da subito un forte impegno tecnologico e industriale. Grazie alla collaborazione tra Leonardo, Lockheed Martin e il Ministero della Difesa, lo stabilimento di Cameri non si occupa solo dell’assemblaggio degli F-35 destinati all’Italia, ma anche di quelli destinati ad altri Paesi alleati, tra cui la Norvegia, la Polonia e i Paesi Bassi. Questo rende la struttura un punto di riferimento globale per la manutenzione, l’aggiornamento e la logistica degli F-35 nel Vecchio Continente.
Entrambe le forze armate italiane – l’Aeronautica Militare e la Marina Militare – operano con velivoli F-35. L’Aeronautica utilizza lo F-35A, la versione convenzionale adatta agli aeroporti tradizionali, mentre la Marina impiega lo F-35B, capace di decollare in corto e atterrare in verticale, fondamentale per le operazioni dalle portaerei come la Cavour.
Oltre a rafforzare la difesa nazionale, la presenza dell’F-35 in Italia ha generato know-how, posti di lavoro qualificati e opportunità industriali. Cameri non è solo una fabbrica: è simbolo di un Paese che, pur di dimensioni contenute, gioca un ruolo chiave nella difesa e nell’innovazione globale.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.