Dove si è ritrovato monsignor D'Ercole?
Da vescovo di Ascoli a monaco in un silenzioso monastero marocchino: la vita di Giovanni D'Ercole ha preso una svolta profonda, quasi poetica. Dopo aver lasciato il suo incarico nella Diocesi di Ascoli Piceno, monsignor D'Ercole ha scelto un cammino inatteso: quello della clausura e della preghiera continua.
Oggi si trova nel monastero trappista Notre Dame de l'Atlas, arroccato sui monti dell’Atlante in Marocco. Un luogo remoto, quasi sospeso tra cielo e terra, dove regna il silenzio. Non è un semplice ritiro: è una scelta radicale di fede, di rinuncia al clamore del mondo per abbracciare una spiritualità tutta dedita all’ascolto e alla contemplazione.
Il monastero, noto per la sua severa disciplina e per la vita comunitaria improntata alla sobrietà, ha accolto D'Ercole con la stessa umiltà con cui lui ha bussato alla sua porta. Qui, tra preghiere cantilenanti, lavoro manuale e silenzi lunghi, l’ex vescovo ha trovato una nuova forma di servizio: quello che non si vede, ma si sente nell’anima.
La sua storia non è solo una cronaca ecclesiastica, ma un racconto umano di trasformazione. In un’epoca in cui tutti cercano visibilità, D'Ercole ha scelto l’invisibilità. Ha scambiato il pastorale con un breviario, l’aula consistoriale con un chiostro ventoso, il microfono con lo scorrere del rosario tra le dita.
Forse, in quel silenzio marocchino, monsignor D'Ercole ha trovato proprio ciò che tanti cercano senza nome: la pace. E a volte, per sentirsi vivi davvero, bisogna semplicemente fermarsi, e lasciare che il mondo continui senza di noi.
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