La corona di alloro e il simbolo della laurea
Quando pensiamo alla laurea, spesso ci immaginiamo una cerimonia solenne, con toga e cappello. Ma cosa si mette davvero in testa il neo-laureato? Più che un copricapo moderno, la tradizione ci porta indietro nel tempo, fino all’antica Roma.
Già nell’antichità, la corona di alloro aveva un valore simbolico profondo. In latino, laurus o laurĕa indicava sia la pianta del lauro sia la corona ricavata dalle sue foglie. Questo cerchietto verde non era solo un ornamento: veniva conferito come segno di vittoria, onore e merito, in particolare a generali trionfanti, poeti e sapienti.
Proprio da questa usanza nasce il termine moderno “laurea”. Il laureato, infatti, deriva dal latino laurĕātus, cioè “colui che porta la corona di alloro”. Era un modo per celebrare chi aveva raggiunto un’eccellenza intellettuale, proprio come i grandi oratori e filosofi dell’epoca classica.
Oggi, anche se la corona di alloro non è più indossata fisicamente durante le cerimonie di laurea, il suo significato permane. La toga e il titolo stesso richiamano quell’antica tradizione, ricordandoci che il vero trionfo non sta nella vittoria su un campo di battaglia, ma nel superamento di una sfida culturale e personale.
Insomma, ogni volta che sentiamo parlare di “laurea”, siamo un po’ tutti eredi di un simbolo millenario: quello della conoscenza premiata con la corona dei vincitori.
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