Perché gli aerei evitano il Pacifico?

Spesso ci si chiede perché, guardando le rotte aeree, molti voli sembrino aggirare l’Oceano Pacifico invece di attraversarlo in linea retta. La risposta non è che gli aerei non volino mai sul Pacifico — anzi, molte rotte lo attraversano regolarmente — ma che i percorsi vengono scelti con grande attenzione per motivi di sicurezza e efficienza.

Il Pacifico è l’oceano più vasto della Terra, e in alcune sue zone non ci sono isole o terraferma per centinaia, se non migliaia, di chilometri. Questo rappresenta una sfida per i voli commerciali: in caso di emergenza, come un guasto al motore o un problema medico a bordo, avere un aeroporto di atterraggio d'emergenza nelle vicinanze è cruciale. Per questo motivo, le compagnie aeree pianificano le rotte in modo da rimanere il più possibile entro una certa distanza da un aeroporto sicuro — una regola nota come ETOPS (Extended-range Twin-engine Operational Performance Standards).

Inoltre, le rotte aeree seguono percorsi ottimali che tengono conto di fattori come i venti dominanti, le correnti a getto e il consumo di carburante. A volte, la via più breve su una mappa piatta non è quella più breve sulla superficie sferica della Terra. Grazie alla curvatura terrestre, molti voli tra l’America e l’Asia passano sopra l’Alaska o il Canada, anche se sembra un percorso più lungo: in realtà, è più efficiente.

Quindi, non è che gli aerei non volino sul Pacifico — lo fanno ogni giorno — ma scelgono con cura i tragitti per garantire sicurezza, efficienza e risparmio di tempo. Il cielo, come la strada, ha le sue regole del traffico.

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