Il mistero della pasta di Kamut: perché è sparita dagli scaffali?

Negli ultimi tempi, molti consumatori hanno notato una drastica riduzione, se non una totale scomparsa, della pasta di Kamut nei supermercati. Per capire cosa sia successo, bisogna fare un passo indietro e analizzare la natura stessa di questo prodotto, che non è una varietà botanica a sé stante, ma un marchio registrato di grano khorasan coltivato principalmente in Nord America.

Il nodo della questione risiede nella trasparenza della filiera e nelle certificazioni. La crisi è iniziata a farsi sentire in modo evidente quando FederBio ha diramato un'allerta formale riguardante alcune importazioni di prodotti Kamut in Italia. Questo provvedimento ha sollevato seri dubbi sulla reale conformità degli standard biologici dichiarati oltreoceano rispetto ai rigidi regolamenti europei.

Di conseguenza, per tutelare i consumatori ed evitare sanzioni, diversi marchi storici italiani hanno preferito rimuovere la dicitura "Bio" dalle loro confezioni o, in molti casi, interrompere direttamente la produzione. Molte aziende alimentari del nostro Paese hanno così deciso di spostare l'attenzione sul grano khorasan locale o su antiche varietà di grano italiano (come il Senatore Cappelli), che offrono una filiera tracciabile, più sostenibile e a chilometro zero, decretando il progressivo declino del famoso marchio canadese sulle nostre tavole.

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