L'origine curiosa dell'Happy Hour: da passatempo per marinai ad rito metropolitano

Oggi l'happy hour è uno dei momenti più amati della settimana: un'occasione informale per ritrovarsi con amici o colleghi, sorseggiare un drink e staccare la spina dopo una lunga giornata di lavoro. Tuttavia, pochi sanno che la storia di questa celebre espressione ha radici ben diverse da quelle di un aperitivo al bar.

Il termine è nato originariamente all'interno della Marina Militare Britannica. Nei primi anni del Novecento, l'espressione "happy hour" veniva utilizzata per indicare una specifica ora del giorno in cui i marinai potevano finalmente concedersi un momento di svago e di scarico dello stress quotidiano. Sorprendentemente, questo tempo libero non era dedicato ai cocktail, ma ad attività come la boxe e la ginnastica, pensate per distrarre l'equipaggio dalle fatiche e dalle rigidità della vita di bordo.

Nel corso del tempo, l'usanza ha varcato i confini delle navi ed è stata adottata negli Stati Uniti, in particolare durante il periodo del Proibizionismo negli anni '20, quando si organizzavano incontri clandestini prima di cena per bere in compagnia. Negli anni '50 e '60, l'espressione si è definitivamente legata al mondo della ristorazione e dei locali commerciali per indicare una fascia oraria con promozioni speciali su drink e stuzzichini.

Ciò che è rimasto immutato da oltre un secolo è lo spirito originario dell'iniziativa: la ricerca di un momento di pura spensieratezza per mettersi alle spalle le preoccupazioni e la routine di tutti i giorni.

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