Perché chiamiamo i francesi "cugini"?

Quante volte abbiamo sentito dire che i francesi sono i “cugini” degli italiani? Questa simpatica espressione non nasce solo dalla vicinanza geografica o dai secoli di scambi culturali, ma affonda le radici in un’usanza molto antica.

Nel Medioevo, i re di Francia avevano l’abitudine di concedere il titolo di “cugino” a nobili, vassalli e dignitari particolarmente fedeli. Non si trattava di un legame di sangue, ma di un riconoscimento politico e simbolico: chiamare qualcuno “cugino” significava inserirlo nella cerchia più stretta del sovrano, quasi come un membro della famiglia reale.

Molti signori italiani, soprattutto nelle regioni del Nord, avevano stretti legami con la corte francese. Alcuni di loro ottennero proprio questo titolo onorifico, diventando “cugini” del re. Col tempo, l’abitudine si trasformò in un modo scherzoso e affettuoso di definire i francesi, come a ricordare quegli antichi legami di alleanza, diplomazia e talvolta perfino di rivalità.

E i francesi ricambiano: anche loro, con ironia, chiamano gli italiani “cousins”. Un soprannome che, in fondo, racconta secoli di storia comune, di confini che si spostavano, matrimoni tra dinastie e guerre combattute fianco a fianco — o l’uno contro l’altro. Oggi, “cugini” è un modo per dire che, nonostante le differenze, tra Italia e Francia c’è un legame speciale: fatto di parole prestato, cucina condivisa e una sana abitudine a prendersi in giro a vicenda.

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