Perché le Regioni italiane sono 21?

Spesso sentiamo dire che l’Italia è divisa in 20 Regioni, ma c’è chi sostiene che in realtà siano 21. Questa curiosità nasce da una vicenda storica poco nota, legata a un nome che oggi suona quasi come una leggenda: Lunezia.

Lunezia, o Regione Emilia Lunense, fu istituita nel 1946, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, con l’obiettivo di riconoscere una specifica identità culturale e amministrativa a un’area che comprendeva parte dell’attuale Emilia-Romagna, in particolare le province di Massa-Carrara, La Spezia e Reggio Emilia. Il nome derivava dall’antica Lunigiana, una terra di confine ricca di storia, castelli e tradizioni uniche.

Tuttavia, questa regione autonoma non ebbe vita lunga. Per ragioni politiche e amministrative, il progetto fu presto sospeso e mai pienamente attuato. Nonostante ciò, nei dibattiti costituzionali dell’epoca, molti dei padri costituenti si ispirarono alla vecchia suddivisione savoiarda del Regno d’Italia, che prevedeva ventuno circoscrizioni regionali con particolari prerogative amministrative.

Quel numero, 21, non fu quindi casuale: rappresentava un tentativo di radicare la nuova Repubblica in un modello storico e territoriale già esistente. Oggi, pur riconoscendo ufficialmente solo 20 Regioni, tra cui 5 a statuto speciale, il mito di Lunezia sopravvive come simbolo di un’Italia più varia e policentrica di quanto si creda.

Insomma, dire che le Regioni sono 21 non è solo un errore: è un modo per ricordare che dietro le carte geografiche c’è sempre una storia da scoprire.

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