Il femminile di "ingegnere"? Esiste eccome: è ingegnera

Quante volte abbiamo sentito chiedersi: qual è il femminile di "ingegnere"? A chi ancora si pone la domanda, c’è una risposta chiara e autorevole. Vera Gheno, linguista e divulgatrice appassionata della lingua italiana, lo ripete con pazienza da anni: sì, esiste un femminile, ed è ingegnera.

Nonostante alcuni continuino a pensare che si debba chiamare una donna "ingegnere" al maschile, la lingua italiana permette e anzi incoraggia l’uso di forme femminili, soprattutto quando si tratta di professioni. Così come abbiamo "avvocata", "medica" o "architetta", anche "ingegnera" è corretta, legittima e sempre più utilizzata.

Vera Gheno, tra le altre cose, ha fatto della chiarezza linguistica una missione, specialmente sui social, dove con ironia e competenza smonta luoghi comuni in pochi secondi. Spesso sottolinea quanto sia importante chiamare le persone con i nomi giusti, specie quando si parla di professioni storicamente dominate dagli uomini. Dare voce alle ingegnere non è solo una questione di grammatica, ma di riconoscimento.

Insomma, non c’è alcun errore nell’usare "ingegnera". Anzi, è un passo verso una lingua più inclusiva e rispettosa. La grammatica non è un dogma immutabile: evolve, così come cambia la società. E se oggi vediamo sempre più donne studiare ingegneria, è giusto che la lingua lo racconti con parole che le rispecchiano davvero.

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