Il Giuramento dell’Avvocato in Italia
Nel momento solenne in cui viene iscritto all’albo, ogni avvocato in Italia pronuncia un giuramento che segna l’inizio della sua attività professionale. Questo impegno non è solo una formalità, ma un’autentica promessa rivolta alla società, alla giustizia e al proprio senso del dovere.
Il testo del giuramento recita: “Consapevole della dignità della professione forense e della sua funzione sociale, mi impegno ad osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione di avvocato per i fini della giustizia ed a tutela dell'assistito nelle forme e secondo i principi del nostro ordinamento”.
Queste parole racchiudono molto più di un semplice obbligo legale. Esse riflettono il ruolo centrale dell’avvocato nel sistema giuridico: non un mero tecnico del diritto, ma un custode dei diritti fondamentali, chiamato a difendere la persona con coraggio e integrità. L’avvocato non lavora soltanto per il cliente, ma per un ideale più ampio — quello della giustizia.
Le virtù richiamate — lealtà, onore, diligenza — non sono concetti astratti. Guidano le scelte quotidiane di chi esercita la professione, specialmente quando si trova di fronte a dilemmi etici o pressioni esterne. La tutela dell’assistito deve sempre avvenire nel rispetto della legge, ma anche nel rispetto della verità e della dignità umana.
In un mondo spesso segnato dalla sfiducia nelle istituzioni, il giuramento dell’avvocato resta un simbolo di responsabilità e rettitudine. Ricorda che, dietro ogni parcella e ogni udienza, c’è un impegno morale che va oltre il codice penale o civile: è un patto con la giustizia stessa.
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