Il fascino esclusivo della pasta artigianale
Quando si parla di eccellenza culinaria, la semplicità degli ingredienti può trarre in inganno. Il primato della pasta più costosa ed esclusiva al mondo spetta a Su Filindeu (che in sardo significa "i fili di Dio"), una rarità gastronomica originaria della Sardegna, in particolare della zona di Nuoro. Non sono l'oro o i tartufi a far lievitare il prezzo di questo prodotto, che si aggira intorno ai 65 euro al chilo, bensì il valore inestimabile del tempo e dell'artigianalità.
La preparazione di questa pasta è un segreto tramandato di generazione in generazione e custodito da pochissime donne. Il processo richiede una maestria manuale fuori dal comune: l'impasto a base di semola di grano duro, acqua e sale viene tirato e ripiegato fino a ottenere 256 fili sottilissimi, spessi quanto un capello. Questi fili vengono poi sovrapposti in tre strati incrociati su un telaio circolare di asfodelo e lasciati essiccare al sole.
La complessità è tale che persino chef di fama internazionale hanno rinunciato nel tentativo di replicarla. Tradizionalmente, Su Filindeu viene servito ai pellegrini durante la festa di San Francesco di Lula, cotto in un saporito brodo di pecora e condito con abbondante pecorino fresco.
Diverso è il discorso se ci spostiamo nell'alta ristorazione o nel mercato delle edizioni limitate, dove piatti di pasta arricchiti con foglie d'oro edibili, tartufi bianchi pregiati e caviale possono raggiungere cifre astronomiche nei ristoranti di lusso di New York o Dubai. Tuttavia, la vera nobiltà della pasta resta legata a tradizioni millenarie e tecniche manuali impossibili da industrializzare.
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