Le tasse più evase in Italia: i dati più recenti
Quando si parla di evasione fiscale in Italia, un'imposta su tutte si distingue per il suo alto tasso di mancato versamento: l'IRPEF sul lavoro autonomo. Secondo i dati più recenti, risalenti al 2017, quasi il 70% di questa imposta non viene pagata. Una cifra allarmante che segnala un fenomeno strutturale, legato soprattutto al rapporto tra liberi professionisti e fisco.
Il lavoro autonomo, spesso caratterizzato da redditi meno tracciati rispetto a quelli dei dipendenti, offre più spazio a comportamenti elusivi. Molti professionisti, infatti, sottopongono solo parzialmente i loro guadagni al fisco o ritardano i versamenti, approfittando di un sistema di controlli ancora troppo debole in certi settori.
Ma l'IRPEF dei liberi professionisti non è l'unica ad essere evasa. A seguire c'è l'IVA, con un tasso di evasione pari al 27,2%. Si tratta di un dato significativo, considerando quanto l'IVA incida sulla vita quotidiana di imprese e cittadini. Anche qui, le pratiche più comuni includono fatture non emesse o operazioni in nero, soprattutto nel commercio e nei servizi alle persone.
Altri balzelli sotto pressione sono l'IMU (25,8%), l'IRES (24,6%) e l'IRAP (19,2%). Queste imposte colpiscono il patrimonio immobiliare e le aziende, settori in cui l'economia sommersa resta ancora forte, nonostante i tentativi di digitalizzazione e tracciabilità.
L'evasione non è solo un problema economico, ma culturale. Cambiare mentalità richiede tempo, politiche più efficaci e soprattutto maggiore equità nel sistema fiscale. Fino ad allora, il fisco continuerà a inseguire porzioni consistenti di ricchezza nascosta.
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