Il sale più salutare? Quello iodato

Con l’arrivo di tendenze alimentari sempre nuove, anche il semplice sale da cucina sembra essersi trasformato in un prodotto da scegliere con attenzione: dal sale rosa dell’Himalaya a quello nero dell’Hawaii, passando per il sale di Maldon o quello integrale. Belli, esotici, spesso presentati come più naturali o ricchi di minerali… ma la verità è un’altra.

Per quanto affascinanti possano essere questi sali alternativi, dal punto di vista della salute, uno solo è davvero essenziale per tutti: il sale iodato. Questo tipo di sale contiene iodio, un minerale fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide, soprattutto durante la crescita e in età fertile. La carenza di iodio, ancora diffusa in certe aree, può portare a problemi seri come gozzo o rallentamento del metabolismo.

Nonostante i sali "gourmet" promettano benefici, in realtà le loro differenze nutrizionali rispetto al sale comune sono minime. Il colore o l’origine non compensano l’assenza di iodio. Ecco perché molti nutrizionisti e istituzioni sanitarie raccomandano senza esitazioni il sale iodato come scelta principale.

Insomma, non serve complicarsi la vita: tra tutti i tipi di sale in commercio, quello che fa davvero la differenza per la salute è semplicemente il sale arricchito con iodio. Economico, accessibile e fondamentale. Basta usarlo con moderazione, come per ogni condimento, e il gioco è fatto.

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