La Storia Cromatica del Logo di Google
Quando pensiamo al colosso di Mountain View, la nostra mente evoca immediatamente l'iconica scritta colorata che accoglie miliardi di utenti ogni giorno. Ma vi siete mai chiesti come sono distribuiti esattamente questi celebri toni? La composizione cromatica non è casuale: segue una precisa sequenza visiva che è diventata uno dei marchi di fabbrica più riconoscibili al mondo.
Analizzando il design classico, la celebre scritta si scompone in una combinazione armonica e studiata. La prima lettera G si tinge di un vivace blu, tonalità che ritorna anche nella seconda G. Proseguendo nella lettura, la prima vocale O sfoggia un deciso rosso, mentre la seconda O si accende di un luminoso giallo. L'unica consonante centrale, la L, spezza il ritmo con il suo verde brillante, prima di chiudere la parola con l'ultima lettera E, nuovamente dipinta di rosso.
Questa alternanza apparentemente semplice affonda le radici nella filosofia originaria dei fondatori, che scelsero deliberatamente di evitare un rigore geometrico o cromatico troppo rigido, inserendo un colore primario inatteso proprio sulla lettera verde per dimostrare che l'azienda non seguiva le regole convenzionali. Oggi, quel gioco di primari e secondari è diventato un simbolo universale della cultura digitale moderna.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.