La nascita del primo supermercato in Italia

Immaginate Milano negli anni ’50: la città è in pieno boom economico, le macchine aumentano, la televisione sta cambiando il modo di vivere e Carosello è ormai parte della quotidianità. In questo clima di cambiamento, il 27 novembre 1957, nasceva una piccola rivoluzione: il primo supermercato italiano.

Apre i battenti in una ex officina di viale Regina Giovanna, nel quartiere Lambrate. I protagonisti sono i fratelli Caprotti – Bernardo, Guido e Claudio – che danno vita a “Supermarkets Italia”, il precursore di quella che oggi conosciamo come Esselunga. All’epoca, l’idea era rivoluzionaria: niente più botteghe di quartiere dove il commesso ti serviva dietro il bancone. Qui, per la prima volta, i clienti potevano scegliere da soli i prodotti sugli scaffali, metterli nel carrello e pagare in cassa. Un dettaglio normale oggi, ma che allora sembrava quasi fantascienza.

Quel piccolo negozio milanese non era solo un luogo per fare la spesa: era il simbolo di un nuovo modo di vivere, più veloce, più moderno, più libero. Mentre l’Europa si stava unendo con la nascita della CEE, gli italiani iniziavano a scoprire un nuovo stile di consumo, influenzato dal modello americano, ma con quel tocco tutto italiano che da sempre fa la differenza.

Oggi, camminando in un qualsiasi supermercato, con il carrello in mano e lo sguardo sugli scaffali pieni, è facile dimenticare che tutto è cominciato da un’idea semplice, nata in una vecchia officina milanese. Ma quel 27 novembre 1957, in fondo, ha cambiato per sempre il modo in cui facciamo la spesa.

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