Tabaccai e pagamento con carta: cosa è cambiato dal 2022

Da ottobre 2022 i tabaccai in Italia hanno una nuova libertà: possono rifiutare il pagamento con carta di credito o bancomat. Questa possibilità nasce da una direttiva dell’Agenzia delle Dogane, che ha stabilito come la vendita di prodotti come sigarette, marche da bollo e francobolli non sia più soggetta all’obbligo di accettazione del Pos.

Prima di questa data, dal 2015 in avanti, ogni esercente con un certo volume d’affari era obbligato ad accettare pagamenti elettronici. Ma il settore dei tabaccai ha fatto leva su alcune criticità: costi di gestione del Pos spesso superiori ai margini guadagnati sulla vendita di questi articoli, tempi di incasso lunghi e problemi tecnici ricorrenti. Proprio per questi motivi, l’Agenzia ha fatto un passo indietro, esentando specifiche categorie di prodotti.

Questo non vuol dire che nessun tabaccaio accetti più la carta. Molti continuano a farlo per comodità dei clienti o per politiche interne del punto vendita. Ma ora il rifiuto non è più sanzionabile**. Chi paga in contanti, quindi, non deve stupirsi se si sente dire di no alla carta, soprattutto per acquisti di piccolo valore come un pacchetto di sigarette o un francobollo.

La norma riflette un tentativo di bilanciare l’obbligo di tracciabilità con la sostenibilità economica per piccoli esercizi. In un Paese dove il contante regna ancora sovrano, soprattutto in ambiti tradizionali come il tabaccaio di quartiere, questa deroga sembra aver trovato terreno fertile. Per i consumatori, però, la regola è semplice: meglio tenere sempre un po’ di liquidità a portata di mano.

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