Quando si diventa "don"?

Capita spesso di sentire chiamare “don” i sacerdoti, ma non tutti sanno esattamente quando e perché si acquisisce questo titolo. La risposta va cercata nel momento dell’ordinazione, in particolare a partire dal diaconato.

Infatti, dal momento in cui un uomo riceve il primo sacramento dell’Ordine – il diaconato – diventa membro del clero e ha diritto al trattamento di “don”. Questo vale non solo per i sacerdoti, ma anche per i diaconi permanenti o transitori, anche se il titolo è più comunemente associato ai sacerdoti.

La parola “don” deriva dal latino dominus, che significa “signore”, ed è un segno di rispetto per chi ha scelto di consacrare la propria vita al servizio della Chiesa. Non è un titolo onorifico generico, ma un riconoscimento istituzionale della nuova condizione spirituale e sacramentale della persona ordinata.

Quindi, con il diaconato, che precede l’ordinazione sacerdotale, si entra ufficialmente nell’Ordine sacro. È da quel momento che si può essere chiamati “don”, anche se molti preferiscono attendere l’ordinazione sacerdotale per usarlo pubblicamente.

In Italia, l’uso del “don” davanti al nome è radicato nella tradizione popolare e religiosa: pensiamo a figure come don Bosco o don Camillo. Ma dietro questa semplice parola c’è un percorso spirituale, un impegno e una chiamata che va ben oltre la forma del saluto.

Diventare “don” non è solo una questione di titolo: è il segno di un cammino che inizia con il diaconato e si completa con il sacerdozio, nel segno del servizio e dell’umiltà.

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