La fine del fumo ad alta quota: un divieto ormai scontato
Oggi ci sembra una follia pura, eppure c'è stato un tempo in cui viaggiare in aereo con la sigaretta in bocca era la normalità. Tra i sedili stretti, le nuvole di fumo e gli posacenere integrati nei braccioli, i passeggeri potevano fumare liberamente durante il volo, incuranti dello spazio chiuso e condiviso con centinaia di altre persone.
Quel mondo appartiene ormai a un'altra epoca. In Italia, la svolta decisiva è arrivata nel 1989, quando il divieto di fumo è stato introdotto sui voli nazionali. Un provvedimento pionieristico che ha aperto la strada a una progressiva e totale stretta a livello globale, estesa nel tempo a tutte le compagnie aeree e a ogni rotta internazionale.
Il bando non ha risposto soltanto alle crescenti pressioni delle normative sanitarie antifumo, ma ha soprattutto risolto un enorme problema di sicurezza. Il rischio di incendi a bordo, unito alla scarsa qualità dell'aria ricircolata nelle cabine pressurizzate, rendeva la sigaretta un pericolo intollerabile. Oggi, l'idea di accendere un fiammifero tra le nuvole è solo un ricordo lontano, un fossile di un modo di viaggiare che non esiste più.
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